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Umbria Mobilità, la preoccupazione di Confartigianato Umbria PDF Stampa E-mail
venerdì 28 settembre 2012
La situazione critica allarma l'Associazione di categoria.

Sono 1000 gli addetti delle Imprese  Artigiane umbre che a fianco dei loro colleghi di Umbria Mobilità, tutti i giorni, operano nel trasporto persone, e  sono 102 le Aziende Artigiane che nel 2006 si sono aggiudicate, insieme ad Atc-Apm-Siit, con gara pubblica, i servizi di trasporto persone in Umbria. “Fino a luglio, sia pur nelle ristrettezze della crisi attuale, - commenta il Presidente di  Confartigianato Umbria Trasporto Persone  Walter Lunardon, - il settore dava certezza di lavoro alle nostre aziende, avevamo istituito un tavolo di lavoro con i responsabili di Umbria Mobilità per razionalizzare i servizi, si stavano programmando strategie per affrontare le nuove gare previste nel 2013.  Improvvisamente le notizie apparse sui giornali e sentite dai mass-media, hanno fatto rilevare una gestione di Umbra Mobilità “deficitaria” che ha portato come prima conseguenza il mancato pagamento delle maestranze nei tempi dovuti. Tutto questo rimette in discussione  la mobilità in questa Regione, intesa anche come partenariato con le strutture private; ed è su questo che oggi, con il CDA di Umbria Mobilità di fatto sfiduciato,  la Confartigianato Umbria si rivolge agli Enti proprietari , all’Assessorato di competenza e alla Presidente della Regione  che hanno in mano le redini politiche di Umbria Mobilità per chiedere chiarezza su 4 punti:

-    E’ stato fatto il conto degli addetti di Umbria Mobilità; 1300 diretti più 100 di Roma TPL più 100 di LazioTPL, ma perché, come avviene sistematicamente, non si tiene conto dei 1000 addetti dell’indotto delle aziende artigiane? E perché, come sempre, non li si aggiunge al conteggio dei lavoratori a rischio?
-    A che punto è il nuovo bando di gara   e quali sono le prospettive delle aziende private che da sette anni operano con professionalità nel settore e che oggi rivendicano il loro diritto ad essere garantiti su quello che hanno investito?

-    L' interessamento di FS (Ferrovie dello Stato) al Capitale sociale di Umbria Mobilità “solo a condizione che la politica si faccia da parte”, porta ad un effettivo sano liberismo o come già accaduto in altri contesti di grandi privatizzazioni non ben gestiti, portano danni ai diritti degli utenti,   degli  addetti e delle aziende?

-    Si è informati del fatto che tutte e le Aziende Artigiane e i loro Consorzi potrebbero essere  disponibili a dare il loro contributo alla ricapitalizzazione di Umbria Mobilità, pur di salvaguardare il futuro dei propri dipendenti e delle proprie Imprese?

Questi sono i punti cardine che noi, come Associazione di Categoria, in un accorato appello, chiediamo a chi guida politicamente questa Regione, per poter rispondere -anche in tempi di grande crisi come quello che stiamo vivendo- in termini concreti e positivi all’intera comunità economica di questa regione.

(Fonte ttp://www.lagoccia.eu)

 
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