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Ecopass, Milano rinuncia a 10 milioni. PDF Stampa E-mail
martedì 06 ottobre 2009

(LA REPUBBLICA) Era gennaio 2008 quando il ticket antismog fu introdotto tra mille polemiche e per un anno e nove mesi la giunta ha detto no ad ogni ipotesi di condono avanzata da più parti. Fino a ieri mattina, quando il sindaco Letizia Moratti, alla fine di un vertice del Pdl, ha ammesso: «Confermiamo l’orientamento generale sulla sanatoria del primo mese di Ecopass, ma non siamo favorevoli alla sanatoria generale».
Il riferimento è all’altro condono, quello chiesto dai consiglieri del Pdl nelle settimane scorse: chiedevano di abbuonare le more dei pagamenti per le multe fino al 2004. Una presa di posizione, quella del sindaco che ieri ha creato molti e forti malumori nella maggioranza, con accuse neanche tanto velate di aver ceduto alle pressioni della Lega.
La giustificazione della Moratti è che «i primi periodi di Ecopass sono stati caratterizzati da un’informazione non completa, quindi non è giusto penalizzare i cittadini». Un primo periodo che però ha diverse interpretazioni. Il ministro Ignazio La Russa, confermando l’accordo politico sul condono limitato a Ecopass, ha aggiunto: «Io vorrei arrivare a tre mesi: ci sembra eticamente giusto, perché in quel periodo le notizie sono state un po’ confuse».
Da qualche giorno gli uffici delle Procedure sanzionatorie di piazza Beccaria, assieme ai tecnici dell’assessore al Bilancio Giacomo Beretta, stanno però vedendo come concretizzare il colpo di spugna. I dati non ancora ufficiali dicono che in quel primo mese di ticket antismog ci fu una grandinata di multe su chi attraversava i varchi senza aver pagato Ecopass. Nei mesi successivi circa 70mila automobilisti hanno pagato regolarmente la contravvenzione, un numero leggermente più alto, invece, ha deciso di non pagare, rivolgendosi in massa ai giudici di pace per vedersi annullare — cosa quasi regolarmente avvenuta — la contravvenzione.
A conti fatti, quindi, il condono che Palazzo Marino sta studiando si traduce in 5 milioni di euro da restituire a chi ha pagato, e di una cifra leggermente più alta — tra i 5 e i 7 milioni — che invece dovevano essere incassati ma non lo saranno mai più.
«Milano vuole rimanere virtuosa, ecco perché siamo contrari alla sanatoria sulle altre multe», ha aggiunto La Russa. Una frase che è sale sulle ferite per i consiglieri dello stesso Pdl che, con una mozione votata dal consiglio comunale nel febbraio 2008, avevano chiesto di cancellare quel primo mese di contravvenzioni proprio per la confusione legata all’introduzione di Ecopass.
All’epoca, però, la giunta aveva bocciato la proposta. «Il via libera alla sanatoria su Ecopass è oggi tardivo, anche se giusto — commenta Carlo Fidanza, vicecapogruppo del Pdl a Palazzo Marino — : fosse stato deciso subito, avremmo fatto risparmiare a tanti milanesi i soldi per i ricorsi». E il capogruppo Giulio Gallera rincara: «Noi chiediamo coerenza: se si sceglie il rigore deve valere sempre. Se invece si vuole essere elastici su Ecopass è giusto allora cogliere anche le opportunità offerte dalla legge, come hanno fatto anche Roma, Napoli e Firenze».
Sottolineature che non toccano il capogruppo della Lega Matteo Salvini che esulta: «È una una vittoria dei milanesi, non della Lega: fosse per me bisognerebbe condonare i primi sei mesi di multe, vista la segnaletica incomprensibile quella era una vera truffa».
E se il consigliere Udc Pasquale Salvatore commenta: «i condoni, in tutte le loro applicazioni, non sono mai un bel segnale: non si può far passare un messaggio diseducativo e penalizzare chi rispetta le regole», è caustico Maurizio Baruffi dei Verdi: «Dopo lo scudo fiscale alla romana, arriva lo scudo esattoriale alla milanese».

 
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